Che cosa sono io?

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Ho sempre sostenuto il valore formativo delle esperienze di scambio , ma, spesso, tutti gli appassionati argomenti utilizzati a sostegno di tali convinzioni hanno lasciato espressioni di perplessità sul volto di colleghi scettici o di alunni timorosi di lasciare il nido.

A distanza di circa sei mesi Arthur, il ragazzo brasiliano che abbiamo ospitato nella nostra scuola l’anno scorso, affida alla scrittura (in italiano!) le riflessioni suscitate dalla ricerca di sé, confermando che vivere lontano dalla propria terra, mettendo in gioco le proprie sicurezze, è senz’altro un’esperienza che aiuta a crescere e a conoscere meglio se stessi, ma, soprattutto, crea una vera e duratura fratellanza fra i popoli.

 

Mah, voglia di scrivere! E cosa devo fare allora??
Beh, intanto scrivo.
Sono nato a San Paolo. Questo vuol dire che sono Paulista. Ma da piccoli impariamo che la regione in cui siamo nati è parte di una cosa più grande, una Patria. San Paolo è parte del Brasile. Beh, allora sono Brasiliano!
Ma c'è un problema... Siccome il Brasile è molto grande, di solito noi brasiliani non conosciamo così bene tutto ciò che c'è da vedere riguardo alla grossa diversità di cultura e natura tra le regioni. Mi piace l'idea di essere Brasiliano, ma finché non avrò conosciuto almeno tutte le regioni non mi sentirò un vero Brasiliano. Quindi torno al discorso della regione.
Ho vissuto per pochissimo tempo a San Paolo. La maggior parte della mia vita l'ho vissuta nel Rio Grande do Sul. E il cuore non è quello che dicono i documenti. Beh, allora sono Gaúcho... Ma... Purtroppo c'è ancora un problema.
In Brasile abbiamo due cognomi. Io per esempio ne ho Blois, da parte di mia madre, e Villela, da parte di mio padre. Per quanto ne so, Villela è un cognome spagnolo. Allora in realtà sono Spagnolo? Non totalmente. Perché Blois è un cognome Francese, c'è persino un castello chiamato "Maison Blois" in Francia. Allora, a causa dei miei cognomi, sono mezzo Francese e mezzo Spagnolo? No!
Mio trisavolo era Calabrese. E' nato in un piccolo paese chiamato Scalea. Siccome c'era troppa fame in Francia la famiglia ha deciso di andarsene in Italia, che allora non era proprio l'Italia come la conosciamo oggi. E questo trisavolo calabrese ha avuto dei figli quando si era già stabilito in Brasile. La famiglia è cresciuta. Sono Calabrese? No. Italiano? Nemmeno.
A un certo punto, sono nato io, tra Spagnoli, Calabresi, Italiani, Francesi... Ma mio papà ha un colore un po' più scuro del mio. Magari c'era qualche Arabo, Africano o addirittura un Indio Brasiliano tra quelli primi spagnoli che mi hanno dato il suo cognome!
Ho deciso di andare in Italia durante dieci mesi, per cercare di scoprire qualcosa in più. Cosa sono? Chi sono? Ma purtroppo si sono posti altri problemi a metà strada... Ho conosciuto una ragazza tedesca, e mi sono innamorato. Mi sono sentito un po' più tedesco, anche se non sono mai stato in Germania. Ho avuto una sorella ospitante che era assolutamente innamorata del Giappone, e mi sono ricordato di tutti i Giapponesi che abitano in Brasile, e di quanto la loro cultura fa parte di me. Ho avuto tre amici che erano sempre con me: un Americano, che mi ha fatto ricordare che il Brasile fa parte della America pure, un Messicano, che mi ha insegnato che i Latini sono molto simili, e un Austriaco, che mi ha dimostrato che anche una cultura molto diversa dalla mia può portarmi tante cose belle.
C'era pure una ragazza Turca, Costarricana(mih non so scriverlo!), Finlandese, Hongkonghese(idem) e finalmente una Americana. Ognuno di loro mi ha confuso con il suo punto di vista. Non sapevo più che cos'ero.
Ho conosciuto altri ragazzi, di tutto il mondo. Se mi metto e dire nomi qualcuno verrà scordato, e ciò non è giusto. I ragazzi di Messina e Catania sanno che gli voglio tanto bene perché ci siamo visti più spesso, ma non vuol dire che mi sono scordato degli altri.
Avevo pure due compagni Siciliani con cui mi sono legato un po' di più, e che mi hanno insegnato un po' del loro dialetto: Davide e Riccardo. Più che altro ho vissuto durante dieci mesi in una famiglia Siciliana, e ho finora una bandiera della Sicilia nella mia stanza. Anna, Mauro, Dani, Chiaretta, Cleliuzza, Tommi! Cecilia, eri in Spagna(in Catalonia anzi) ma anche tu si me sora! E tranne la Sicilia, sono stato per una settimana in una famiglia dell'Emilia Romagna.
E' da sette mesi che ho finito l'esperienza. Ora sono in Brasile un'altra volta. Ma il viaggio è stato bello, ho potuto scoprire un po' su di me. Tutto 'sto mondo che ho visto mi ha dato una risposta:
Non sono Brasiliano, Paulista, Gaúcho, Spagnolo, Calabrese, Italiano, Tedesco... Questi nomi sempre mi faranno sentire che manca qualcosa che appartiene a me ma che non riescono a dire. Che cosa sono io? Chi sono io?
Io sono AFS.
Io sono Intercultura.